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“Magic Italy” cambia veste e nome
Posted by Laura Arcieri in News, Turismo on 25 giugno 2009

Versione più sobria e in italiano. La scritta Italia, realizzata usando il carattere Bodoni e attraversata da un nastro tricolore dispiegato al vento che si mangia una parte dell’ultima “A”. Dopo le svariate critiche ricevute sul web e raccolte dalla carta stampata, il Giornale ha mostrato in anteprima la variante del brand rappresentativo del turismo italiano che è stata illustrata, durante una conferenza stampa svoltasi ieri a Palazzo Chigi, dal ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla.
Definito in ogni caso una bozza che in realtà non rappresenterebbe un vero e proprio logo ma il fotogramma di un’animazione che verrà trasmessa in coda agli spot programmati per i prossimi mesi, “Italia” non sembra però godere di maggiore fortuna del suo predecessore “Magic Italy”.
Duro è infatti il giudizio di blogger come scattodesign che paragona l’evoluzione e la ricerca di un’immagine vincente per promuovere il settore turistico italiano a uno sceneggiato di quarta categoria e di Fatlandia che ritiene il logo “ottimo per il packaging di prodotti alimentari ungheresi” riferendosi alla non corretta disposizione dei colori della bandiera italiana e alle imperfezioni grafiche che sottolinea anche Tiziano Caviglia soprannominandolo “il logo con la zeppa”.
Non manca di esprimere le sue perplessità circa l’utilizzo finale di “Italia”, logo all’insegna della dicotomia ordine-disciplina e sinuosità-musicalità come spiegato dalla Brambilla, Zeusnews e, intanto, c’è chi pensa di “reclutare” risorse creative in Rete per ridisegnare il logo e chi fa notare somiglianze tra il logo “Magic Italy” e quello di “Italy Guides”.
Benvenuti nell’era del marketing del coinvolgimento
Posted by Laura Arcieri in News, Turismo on 18 giugno 2009
Mercati complessi con diversificati sistemi di prezzi e di domanda e offerta, variegati meccanismi di sviluppo e di crisi e, di conseguenza, l’impossibilità di fissare paradigmi sempre validi. Uno scenario universale che interessa sia i beni che i servizi. Non ultimo il comparto turistico. E per le aziende si profilano tre ancore di salvezza: innovazione, co-creazione e condivisione. In sostanza è come dire che servendosi delle nuove tecnologie le aziende possono dialogare con il cliente, farlo partecipare nell’evoluzione di un brand e in tal modo costruire fiducia e relazioni a lungo termine.
Una strategia vincente questa nella nostra epoca ,come ha ricordato uno dei maggiori studiosi ed esperti al mondo di marketing, Philip Kotler, nel corso di un suo intervento al convegno “La pubblicità è servita”, svoltosi ieri al Politecnico di Milano.
Per quanto riguarda la comunicazione, il prof Kothler sostiene che “è necessario ripensare tutto in termini di conversation e non più di promotion”. Possono essere costruiti brand fortissimi dai compratori stessi tramite innumerevoli conversazioni. Parlare, dunque, con i consumatori non ai consumatori segna il passaggio ad una nuova era del marketing che punta sui social media (blog, podcast, youtube, flickr, facebook, ecc.), strumenti in grado di influenzare le decisioni di acquisto. E l’obiettivo ultimo in questo caso è creare relazioni che hanno valore per il cliente quanto ne hanno per i marketer stessi. Creare una comunità con un collegamento naturale al proprio settore di business può essere un eccezionale strumento di brand building. Ciò è valido anche per campi come quello dell’arte dove la marca deve dar vita a “mondi possibili”, narrare delle storie e in tal senso, come spiega Stefano, “è importante capire quanto siano diventati simili i percorsi di due comunità (quella degli artisti e quella degli uomini di comunicazione, come emerge anche dalla nostra ricerca) fino a pochi anni fa percepite come inconciliabili”.
Le communities nascono quindi attraverso il marketing del coinvolgimento, correlato al marketing della trasparenza, metodologia utilizzata per personalizzare i contenuti forniti al cliente coinvolgendolo nelle applicazioni Web. In merito può anche essere importante consultare uno studio recente sulle newsletter che sono uno strumento tanto facile quanto delicato. E che, solo se gestite con competenza, cura ed equilibrio, forniscono un’immagine di trasparenza dell’azienda e dei suoi prodotti.
[L'immagine è di First Draft]
Il posizionamento turistico della Basilicata tra natura e cultura
Posted by Ugo Tassinari in News on 2 marzo 2009
L’idea guida della “Basilicata bella scoperta”, lo slogan della campagna che, sull’onda del successo dello spot girato dalla trio di comici "La Ricotta" e trasmesso durante il festival di Sanremo, sta facendo parlare positivamente dei tesori nascosti della Regione, viene da lontano ed è lo sviluppo creativo di una lunga attività di ricerca e di analisi. Già nel 2004, infatti, una ricerca tematica della Swg di Trieste associava il nome della regione a concetti come tradizione, naturalità, genuinità, Sud e solo marginalmente ai termini negativi di arretratezza e inquinamento. Per due terzi del campione un prodotto lucano meritava fiducia mentre per 4 intervistati su dieci questa provenienza favoriva una decisione d’acquisto.
In tempi più recenti (maggio 2007) un’inchiesta telefonica tra giornalisti specializzati in turismo, individuava i punti di forza nel fascino del paesaggio preservato e della piccola regione dalla dimensione umana mentre segnalava come elementi critici la scarsa accessibilità e la debolezza del marchio regionale. Giudizio confermato in negativo dall’analisi delle guide in lingua straniera, che dedicano poco spazio alla regione e spesso la “spalmano” nel generico contesto del Sud Italia. Il rovescio (positivo) della medaglia, su questo fronte, è il riconoscimento del prestigioso domenicale del Times che, giusto un anno fa, ha riconosciuto alla Basilicata la prestigiosa palma di new entry, indicandola tra le 80 nuove mete del turismo mondiale. Giudizio che ha trovato un suo significativo riscontro nella maggiore attenzione riservata quest’anno, alla Bit di Milano, dai buyer stranieri, in particolare tedeschi e francesi, all’offerta turistica lucana.
La crisi economica mondiale e la brusca contrazione del mercato turistico impongono comunque la necessità di una precisa riconoscibilità e identità dei prodotti da offrire. A questo scopo il nuovo Piano turistico regionale, in corso di discussione in queste settimane, ha dedicato notevole attenzione a quella che in marketing strategico è definita l’analisi della concorrenza. Il che, tradotto in linguaggio corrente, significa vedere come si posizionano le regioni limitrofe. Bene: in Italia sono 8 le regioni che spingono sull’asse del mare (le tre regioni meridionali ma anche le isole, le Marche, l’Emilia e la Liguria), tre su arte&cultura (Veneto, Toscana e Lazio), tre sulla montagna (Piemonte, Val d’Aosta e Friuli), quattro sulla natura (Abruzzo, Umbria, Lombardia e Trentino). Da questa analisi trova forza il tema trainante della Basilicata come il “giardino più segreto d’Italia“, per un posizionamento che combini gli assi attrattivi della natura incontaminata e delle perle degli innumerevoli giacimenti storici e culturali. L’idea forza del Ptr è quindi di un posizionamento regionale unico, che punti al valore aggiunto del binomio cultura-natura. Un unico filo, quindi, collega le campagne degli anni scorsi promosse dall’Apt sulla “Basilicata da scoprire” (la “Basilicata in scena” del 2006, la “Basilicata capolavoro inedito” del 2007) alla nuova iniziativa del global design regionale, che ha avuto il suo lancio tra il Festival di Sanremo e la Bit di Milano.
![[immagine di First Draft] [immagine di First Draft]](http://www.firstdraft.it/wp-content/uploads/2009/06/immagine-11.png)


