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Benvenuti nell’era del marketing del coinvolgimento
Posted by Laura Arcieri in News, Turismo on 18 giugno 2009
Mercati complessi con diversificati sistemi di prezzi e di domanda e offerta, variegati meccanismi di sviluppo e di crisi e, di conseguenza, l’impossibilità di fissare paradigmi sempre validi. Uno scenario universale che interessa sia i beni che i servizi. Non ultimo il comparto turistico. E per le aziende si profilano tre ancore di salvezza: innovazione, co-creazione e condivisione. In sostanza è come dire che servendosi delle nuove tecnologie le aziende possono dialogare con il cliente, farlo partecipare nell’evoluzione di un brand e in tal modo costruire fiducia e relazioni a lungo termine.
Una strategia vincente questa nella nostra epoca ,come ha ricordato uno dei maggiori studiosi ed esperti al mondo di marketing, Philip Kotler, nel corso di un suo intervento al convegno “La pubblicità è servita”, svoltosi ieri al Politecnico di Milano.
Per quanto riguarda la comunicazione, il prof Kothler sostiene che “è necessario ripensare tutto in termini di conversation e non più di promotion”. Possono essere costruiti brand fortissimi dai compratori stessi tramite innumerevoli conversazioni. Parlare, dunque, con i consumatori non ai consumatori segna il passaggio ad una nuova era del marketing che punta sui social media (blog, podcast, youtube, flickr, facebook, ecc.), strumenti in grado di influenzare le decisioni di acquisto. E l’obiettivo ultimo in questo caso è creare relazioni che hanno valore per il cliente quanto ne hanno per i marketer stessi. Creare una comunità con un collegamento naturale al proprio settore di business può essere un eccezionale strumento di brand building. Ciò è valido anche per campi come quello dell’arte dove la marca deve dar vita a “mondi possibili”, narrare delle storie e in tal senso, come spiega Stefano, “è importante capire quanto siano diventati simili i percorsi di due comunità (quella degli artisti e quella degli uomini di comunicazione, come emerge anche dalla nostra ricerca) fino a pochi anni fa percepite come inconciliabili”.
Le communities nascono quindi attraverso il marketing del coinvolgimento, correlato al marketing della trasparenza, metodologia utilizzata per personalizzare i contenuti forniti al cliente coinvolgendolo nelle applicazioni Web. In merito può anche essere importante consultare uno studio recente sulle newsletter che sono uno strumento tanto facile quanto delicato. E che, solo se gestite con competenza, cura ed equilibrio, forniscono un’immagine di trasparenza dell’azienda e dei suoi prodotti.
[L'immagine è di First Draft]
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